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2007-2015: Scrigno dei Tesori anno 9 !

Cari amici, arrivati all'anno 10... sentiamo il bisogno di una pausa. La promessa è stata mantenuta ("Almeno un post al giorno") ed ora c'è il meritato riposo.

E ALLORA? E' tutto finito? ma no, no... leggi QUI...

NB I contenuti di questo sito resteranno disponibili per circa 9 mesi, fino a fine estate*. I post resteranno comunque, anche dopo l'estate, ma gran parte dei collegamenti agli allegati non funzionerà più. Scaricate pure tutto quello che volete finchè sarà possibile farlo (ad esempio, tutti i post sull'adunanza annuale 2015 sono qui)

* Cancellazione contenuti prevista per domenica 11 settembre 2016 - ULTIMA DATA


Visualizzazione post con etichetta illustrazione. Mostra tutti i post
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giovedì 29 ottobre 2015

Il sacco di patate



Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate.
"Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco".
Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate.

"Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana" disse il saggio. "Poi ne parleremo".

Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente difficile. Ma dopo un po', divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.

Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era anche sgradevole.

Finalmente la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo: "Nessuna riflessione sulla cosa?".
"Sì Maestro" rispose il discepolo. "Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi, e dopo un po', peggiora."
"Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?".
"Dobbiamo sforzarci di perdonare".
"Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?"
"Ci ho pensato molto, Maestro" disse il discepolo. "Mi è costata molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti".

giovedì 10 aprile 2014

Satana il "cowbird"


"Di recente abbiamo dedicato la nostra Sala del Regno che è stata completamente rinnovata. L’oratore per l’occasione era il fratello Javier Hernandez della Betel di Brooklyn...."

Beh, noi probabilmente non c'eravamo ma una parte del discorso l'abbiamo sentita dal vivo!


martedì 25 ottobre 2011

Il barbiere e Dio



 


Un uomo entrò in una bottega di barbiere per tagliarsi i capelli e intavolò una discussione con la persona che lo serviva. Subito toccarono il problema "Dio". 

Il barbiere disse: Io non credo nell'esistenza di Dio, come dice Lei. E' facile rendersene conto, basta uscire in strada e si vede che Dio non esiste. Se Dio esistesse, perché ci sarebbero tanti malati?
Perché i bambini abbandonati? Se Dio esistesse non ci sarebbe tanta sofferenza e tanto dolore nell'umanità.
Non posso pensare che esista un Dio che permetta tutte queste cose. 

Il cliente restò pensieroso ed evitò di rispondere per evitare una discussione.

Al termine del taglio il cliente uscì dal negozio e vide un uomo con barba e capelli lunghi. Entrò di nuovo dal barbiere e gli disse: 

La sa una cosa? I barbieri non esistono. 

Come? Se qui ci sono io… 

No, fece il cliente – non esistono; se esistessero non ci sarebbero persone con i capelli e la barba lunga come quest'uomo. 

I barbieri esistono, ma quello non vuole venire da me… 

Esatto! – disse il cliente – Questo è il punto: Dio esiste, ma le persone non vanno a cercarlo, perciò c'è tanto dolore e miseria!!!

domenica 16 ottobre 2011

La favola del Porcospino


                                 


Dopo le foto c'è la favola. Non te la perdere!












La favola del Porcospino.  
   
Durante l'era glaciale, molti animali morivano a causa del freddo.  
I porcospini, percependo la situazione, decisero di unirsi in gruppi, così si coprivano e si proteggevano vicendevolmente, però le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini, giustamente quelli che offrivano più caldo.  
Per quel motivo alcuni decisero di allontanarsi dagli altri ma cominciarono di nuovo a morire congelati.  
A quel punto le cose erano due dovevano decidere: sparire dalla Terra o accettare le spine dei compagni?
Con saggezza, decisero di tornare a stare insieme.  
Impararono così a convivere con le piccole ferite che la relazione con un simile molto prossimo può causare, poiché la cosa più importante era il caldo dell'altro.  
E così sopravvissero.  
 
Morale della favola  
 
La migliore relazione non è quella che unisce persone perfette,  è quella dove ognuno impara a convivere coi difetti degli altri, ad ammirare le sue qualità ed
  ad avere bisogno sempre del suo fianco.

sabato 20 novembre 2010

Satana, il "cowbird"

(Luca 8:14) ...In quanto a quello caduto fra le spine, questi sono coloro che hanno udito, ma, essendo portati via da ansietà e ricchezze e piaceri di questa vita, sono completamente soffocati e non portano nulla alla perfezione...

Una sorella scrive da Los Angeles:

Di recente abbiamo dedicato la nostra Sala del Regno che è stata completamente rinnovata. L’oratore per l’occasione era il fratello Javier Hernandez della Betel di Brooklyn. La domenica ha pronunciato un Discorso Pubblico e poi un discorso di servizio intitolato "Imita la loro fede." Ha accennato al duro lavoro del Corpo Direttivo, e perché noi dovremmo imitarne l’esempio. Il fratello Hernandez è bene informato circa il Corpo Direttivo, perché serve come segretario personale.

Vorrei riferirti la bella illustrazione che ha fatto usando l’esempio di un uccello (in inglese “cowbird”) ovvero “l’uccello delle mucche”. Questo uccello è molto pigro. Il fratello Hernandez è cresciuto nel Texas e ha visto spesso il cowbird. Questi uccelli passano la maggior parte del loro tempo sulle schiene delle mucche mangiando i loro parassiti. Quando essi scorgono un uccello che costruisce un nido aspettano che l'uccello si allontani quindi depongono nel suo nido le loro uova. Il cowbird è pigro, quindi dopo aver abbandonato le sue uova torna sulla schiena di qualche vacca. Quando l'uccello ritorna al suo nido non sospetta l’inganno e non si accorge delle uova che sono state aggiunte, quindi le cova come se fossero le sue. Appena le uova si schiudono comincia a volare via per alimentare i molti piccoli. Questo la stanca così che quando le sue proprie uova si schiudono è troppo debole per alimentare anche i nuovi nati e i suoi piccoli finiscono per morire.

Oggi Satana è come il cowbird. Lui ci osserva e poi tenta di lasciare cadere le sue uova nel nostro nido. Queste possono rappresentare lavoro, scuola, divertimento, ricreazione o qualunque altra cosa che può distrarci e richiedere le nostre energie, cosicché noi cominciamo a prenderci più cura delle uova di Satana anziché curare le nostre necessità spirituali. Se non facciamo attenzione, la nostra spiritualità morrà perché siamo troppo occupati a “covare” le uova di Satana. Quindi è bene che gettiamo fuori dal nostro nido quelle uova mortali!

E’ una semplice illustrazione, ma si può davvero applicare alla vita pratica. Forse conoscevi già questa illustrazione, ma l’ho trovata così bella che volevo condividerla con te. Il fratello Hernandez ha ripetuto più volte che stiamo vivendo negli ultimi secondi degli ultimi giorni. Lavorando a stretto contatto col Corpo Direttivo senza dubbio sente spesso questa frase. È un buon promemoria per rimanere desti e mantenere il senso di urgenza.