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2007-2015: Scrigno dei Tesori anno 9 !

Cari amici, arrivati all'anno 10... sentiamo il bisogno di una pausa. La promessa è stata mantenuta ("Almeno un post al giorno") ed ora c'è il meritato riposo.

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martedì 27 ottobre 2015

Reazione a catena


Intervista al congresso di Marignane, Francia, 2015.
 Ad un tavolo sono sedute due sorelle e due fratelli. Il fratello che svolge la parte intervista la prima sorella:
 "Che cosa ti è difficile nella predicazione?„
 "La mia difficoltà era di predicare nei negozi",  gli risponde. "Un giorno sono entrata in un negozio di scarpe, ho appoggiato le riviste sul banco ed ho detto alla commessa: "È per voi.„ e me sono andata rapidamente. "
 Tende il microfono alla sorella accanto che dice:
 "Io sono la commessa. Ho letto le riviste ed ho trovato la verità che cercavo. Ma essendo solo una dipendente, mi sono detta che poiché avevo trovato ciò che cercavo, anche altri potevano trovarlo ed ho dato le riviste al mio datore di lavoro, dicendogli che avevo trovato ciò che cercavo e che avrebbe potuto essere interessante anche per lui."
 E passa il microfono al fratello accanto.
 Il fratello dice: "Io sono il proprietario del negozio. Anch'io ho trovato ciò che cercavo e mi sono detto che non potevo conservarlo per me. Ho l'abitudine di mangiare a mezzogiorno in un parco ed ho lasciato le riviste sulla panca dove mi sedevo dicendomi che se era bene per me, sarebbe bene anche per qualcun'altro che avrebbe trovato le riviste. "
 Ed ha passato il microfono al suo vicino che ha detto:
 "Io ero un barbone senza fissa dimora ma ero stato educato nella verità. Poi, ho voluto vivere secondo le mie scelte e fare l'esperienza della vita. Vedendo le riviste sulla panca, ho capito che Geova si ricordava di me e che dovevo ritornare a Lui. "
 Quindi, ha reso il microfono alla prima sorella che ha detto:
 "L'ex barbone è mio figlio.„





anche in tedesco !


KETTENREAKTION – Zufall oder Wunder/Engel?
 
Interview auf einem Kongress
in Marignane, Frankreich, 2015

Zwei Brüder und zwei Schwestern sitzen am Tisch. Der Bruder der den Programmpunkt moderiert, fragt die erste Schwester: „Was fiel dir im Dienst immer am Schwersten?“
„Mir fiel der Dienst in Geschäften immer am schwersten“ antwortet sie dem Bruder. „Eines Tages bin ich dann in ein Schuhgeschäft gegangen und habe einfach die Zeitschriften auf den Tresen gelegt und der Verkäuferin gesagt: „Das ist für Sie“. Und bin dann sofort wieder gegangen.
Sie reicht das Mikrophon der Schwester neben ihr.
Die sagt: „Ich bin die Verkäuferin. Ich habe die Zeitschriften gelesen und die Antwort gefunden, die ich gesucht habe, aber da ich nur eine Angestellte war, die das gefunden hat, was sie gesucht hat, dachte ich, auch andere könnten so Antworten finden. Ich gab die Zeitschriften meinem Chef und sagte ihm, dass ich gefunden habe, was ich suchte, und dass das für ihn auch interessant sein könnte“.
Sie reicht das Mikrophon dem Bruder neben ihr.
„Ich bin der Chef. Auch ich habe die Antworten gefunden, die ich gesucht habe und sagte mir, das kann ich nicht für mich behalten. Ich ging gewöhnlich in meiner Mittagspause in einen Park. Dort ließ dann die Zeitschriften auf der Bank liegen auf der ich saß, weil ich mir dachte, wenn das gut für mich ist, wird es sicher auch für jemand anderen gut sein, der die Zeitschriften findet.“
Er reicht das Mikrophon seinem Sitznachbarn.
„Ich war ein Obdachloser, aber ich bin in der Wahrheit groß geworden. Doch dann wollte ich unabhängig leben und eigenen Erfahrungen im Leben machen. Als ich die Zeitschriften auf der Bank liegen sah, verstand ich, dass Jehova mich nicht vergessen hatte und dass ich zu ihm zurückkommen sollte.“
Er reicht das Mikrophon der ersten Schwester.
Die sagt: „Der ehemalige Obdachlose der hier am Tisch sitzt, ist mein Sohn.“


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