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2007-2015: Scrigno dei Tesori anno 9 !

Cari amici, arrivati all'anno 10... sentiamo il bisogno di una pausa. La promessa è stata mantenuta ("Almeno un post al giorno") ed ora c'è il meritato riposo.

E ALLORA? E' tutto finito? ma no, no... leggi QUI...

NB I contenuti di questo sito resteranno disponibili per circa 9 mesi, fino a fine estate*. I post resteranno comunque, anche dopo l'estate, ma gran parte dei collegamenti agli allegati non funzionerà più. Scaricate pure tutto quello che volete finchè sarà possibile farlo (ad esempio, tutti i post sull'adunanza annuale 2015 sono qui)

* Cancellazione contenuti prevista per domenica 11 settembre 2016 - ULTIMA DATA


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martedì 29 settembre 2015

Ho lasciato la chiesa, ho trovato Dio


Ho lasciato la chiesa, ho trovato Dio

Tom voleva credere in Dio ma era rimasto deluso dalla religione. Scopri come lo studio della Bibbia lo ha aiutato a trovare una speranza.







venerdì 25 ottobre 2013

Immondizia


Riceviamo e volentieri pubblichiamo!

Un uomo di San Paolo, in Brasile, trovò nella spazzatura una copia di Svegliatevi!

Dopo averla letta e apprezzata scrisse una lettera alla sede brasiliana della Watch Tower Society. La lettera diceva: "Vi prego di inviarmi informazioni su come avere un gratuito studio biblico a domicilio. Sono certo che mi aiuterà molto".

La richiesta di quest'uomo fu trasmessa a una congregazione di testimoni di Geova della sua zona. L'uomo ricevette una visita e fu iniziato con lui uno studio biblico.Qualche mese dopo egli simboleggiò la propria dedicazione a Dio con il battesimo in acqua a un'assemblea di distretto dei Testimoni.
Non si dovrebbe sottovalutare il valore che ha anche una sola copia di Svegliatevi!... neppure quando è stata gettata!





domenica 13 ottobre 2013

JW News - lavorare... senza stipendio!


(Proverbi 10:22) ...La benedizione di Geova, questo è ciò che rende ricchi, ed egli non vi aggiunge nessuna pena.


Vogliono lavorare... senza stipendio !


giovedì 10 ottobre 2013

Uno come noi


Persone come noi!

il Custode dello Scrigno






Da: Lorenzo S.

Cari amici,
ieri ho conosciuto una della persone piu interessanti che abbia mai incontrato.
E' un 'mbudu', cioe un bianco nato e cresciuto in Africa. Vi raccontero' della sua avventurosissima vita e di come e' passato da essere contrabbandiere di avorio a contrabbandare letteratura in Malawi durante il bando quando torno, in cambio magari di un invito a cena ;)

Oggi era invitato a pranzo in betel e, visto che dista 15km e sono a piedi, sono partito 3 ore prima facendo testimonianza stradale e distribuendo gli inviti per l'assemblea di questo fine settimana lungo il tragitto.
Fermo un uomo ben vestito che parla un eccellente inglese e lavora per una delle ambasciate. Dopo aver accettato invito e riviste mi dice 'visto che andiamo nella stessa direzione, perche non camminiamo un po insieme e mi parli della bibbia?' ed e' cosi che abbiamo studiato due capitoli interi del nuovo opuscolo 'Una buona notizia da Dio', con domande, risposte e citazioni bibliche camminando per strada! Ovviamente nel tragitto fermavo tutti quelli che incontravamo per lasciare invito e riviste e lui mi faceva da interprete con quelli che parlavano solo Chichewa. Dopo un po aveva imparato la presentazione cosi bene che faceva tutto da solo, se la persona parlava inglese era mia, altrimenti sua. Alla fine ha distribuito piu inviti e riviste di me!!! 

Appena ci siamo separati ho fermato un altro uomo che, dopo aver accettato la letteratura, mi ha detto ' ho sempre voluto studiare con i Testimoni di Geova, ma per rispetto verso Dio voglio prima andare a casa, fare una doccia e cambiarmi'. Gli ho dato l'indirizzo della betel e un appuntamento al cancello per le 2 dopo pranzo. Alle 12.45 un fratello viene al mio tavolo e mi dice che c'e un uomo che chiede di me alla reception della betel.
Era lui, lavato, profumato, in giacca e cravatta che mi dice 'scusa ma ho letto l'opuscolo che mi hai dato e non potevo aspettare oltre, vorrei studiarlo con te'
Si era letto in poche ore a casa tutto l'opuscolo e aveva scritto ai margini le scritture citate!
Cosi' ci siamo seduti sull'erba sotto un albero di acacia nel giardino della betel. Lo studio e' durato quasi tre ore perche ogni volta che dicevo 'credo che per oggi sia abbastanza' lui rispondeva 'solo un altro paragrafo'.
Alla fine dello studio mi abbraccia e dice 'questo e' il giorno piu bello della mia vita e questa e' la verita'! 
'Cosa devo fare per essere un Testimone di Geova?'  
Abbiamo appuntamento per domani mattina alle 7 sotto l'albero di acacia.

Un abbraccio a tutti

Lorenzo


ps. mentre da noi c'e' l'uomo nero, qui ai bambini che non fanno i bravi dicono 'se non ti comporti bene viene 'mzungu' (l'uomo bianco) e ti porta via!! :)  quanto e' strano il mondo?!?

Da: Lorenzo S.


Cari amici,
ora che ho un momento tranquillo, seduto sotto un albero masticando canna da zucchero, ovviamente dolcissima (ne porterò un pò con me quando torno..), vi racconto degli ultimi sviluppi.

Vi ricordate del ragazzo di cui vi parlavo nell'ultima mail? Quello che disse che il giorno del suo primo studio era il giorno più bello della sua vita?
Il suo nome è 'Brave', che significa 'Impavido' e, alla luce degli ultimi avvenimenti, sembra essere un nome piuttosto azzeccato.

Abbiamo avuto il nostro primo studio sotto l'albero di acacia Lunedì. Il giorno seguente, Martedì, nel cuore della notte, vengo svegliato di soprassalto da un vigoroso bussare alla porta. C'erano tre uomini. Lui accompagnato da  due anziani di congregazione.

Qui in Malawi esistono un centinaio di tribù, o gruppi etnici se preferite. Quando un ragazzo lascia il suo villaggio per andare a cercare lavoro e una vita migliore in "città" viene accolto dai membri della sua tribù già in città che gli danno alloggio e lo aiutano a trovare lavoro. Senza il loro aiuto, chiunque provenga dai villaggi (che di solito possiede solo i vestiti che indossa) non potrebbe sopravvivere più di qualche giorno. Essere accettati dal proprio gruppo tribale quando si arriva in città è letteralmente questione di vita o di morte. Ogni gruppo tribale cittadino ha un suo capo tribù, una figura importante ed influente, rispettato e temuto dal resto della tribù, che può decidere le sorti di ogni membro.

Brave è arrivato qui a Lilongwe (la capitale del Malawi) 2 mesi fa da un piccolo villaggio a oriente, verso il grande lago Malawi. E' rimasto orfano di entrambi i genitori per un incidente stradale quando aveva solo un anno, quindi ha dovuto sopravvivere letteralmente con le unghie e con i denti. Nei villaggi, comunque, è più facile perchè sono quasi tutti in qualche modo imparentati e gli abitanti del suo villaggio si sono presi cura del piccolo orfano. Ora, all'età di 25 anni, si è trasferito in città e per trovare alloggio, lavoro e poter sopravvivere, dipende totalmente dal suo gruppo tribale in città.

Ed eccoci all'inaspettata visita nel cuore della notte.

Brave mi spiega che quello stesso giorno il suo gruppo tribale aveva organizzato una grande festa a cui tutti i membri della tribù dovevano partecipare. Queste celebrazioni, però, sono piene di riti magici e pratiche spiritiche. Dopo solo due studi, Brave aveva capito di tenersi lontano da tali pratiche e si è rifiutato di partecipare.
Era la prima volta in assoluto nella storia della tribù che qualcuno si rifiutasse, la cosa ha causato un grande trambusto e alla fine Brave è stato cacciato.
Senza casa nè lavoro è andato nell'unico posto amichevole chee conosceva, la betel, raccontando al sua storia e dicendo che studiava con me. La betel ha incaricato due anziani di verificare la sua versione ed eccoli, nel cuore della notte, alla mia porta.

Per prima cosa, ovviamente, ho chiesto agli anziani di usare i loro contatti in città per controllare con discrezione che la storia fosse vera (c'è sempre il pericolo in questi paesi che la gente, per quanto sembri onesta e sincera, si inventi storie per spillare soldi agli stranieri).

Era vera.

Quella notte ha dormito nella casa del custode di una delle sale del regno qui vicino e il giorno seguente, Mercoledì, insieme a un fratello che faceva da interprete, siamo andati dal capo tribù.

Per mostrare rispetto a una persona autorevole c'è un elaborato cerimoniale di saluto che mi sono fatto insegnare: ci si guarda prima negli occhi, quando l'interlocutore sorride si piegano le mani a coppa e si congiungono una sull'altra a formare una sfera, simbolo di amicizia, accompagnato da un leggero inchino con la testa. Se la persona fa altrettanto, si allunga la mano destra per stringere la sua, sostenendo il gomito con la sinistra. Dopo la stretta di mano, la mano sinistra, simbolo di duplicità e falsità, va tenuta per l'intera conversazione dietro la schiena.

Il capo tribù ha sembrato apprezzare la dimostrazione di rispetto, soprattutto da parte di un semplice Mzungu (uomo bianco) e la conversazione è stata piacevole e rilassata.

Volevo fargli capire che, con la sua decisione, Brave non voleva in nessun modo mancargli di rispetto. Come esempio ho usato proprio il loro senso di gerarchia. Nelle tribù l'autorità aumenta con l'età.

Gli ho chiesto: "Lei ama suo padre?"
"Certo!"
"Se suo padre le chiedesse di andare per lui in un villaggio vicino a comprare delle cose, lo farebbe?"
"Ovviamente"
"Se suo nonno le chiedesse nello stesso giorno di aiutarlo in giardino, cosa farebbe?"
"Aiuterei il nonno in giardino"
"Perchè?"
"Perchè il nonno ha un'autorità maggiore"
"Significa questo che non ripetta più suo padre?"
"Certo che no, mio padre capirebbe e approverebbe, il nonno ha più autorità"
A questo punto, essendo un uomo intelligente, aveva già capito dove volevo arrivare e ha sorriso.

Mi ha detto che, anche se capiva la decisione di Brave, era suo dovere in qualità di capo tribù, di proteggere e far rispettare le tradizioni tribali.
Quello che in realtà voleva dire è che se avesse lasciato Brave fare quello che voleva, in breve tempo altri avrebbero sfidato la sua autorità e avrebbe perso la sua posizione di prestigio.

In questi ultimi due giorni Brave ha dormito nella casa del custode e, dietro sua richiesta, abbiamo tenuto il nostro studio due volte AL GIORNO, mattina e pomeriggio, finendo l'ospuscolo in 5 giorni.
Gli ho regalato il libro 'Cosa insegna la Bibbia' che ha già quasi finito di leggere.

Purtroppo non c'è stata altra soluzione che comprargli il biglietto del minivan per tornare nel suo villaggio. Abbiamo già contattato i fratelli del posto che si prenderanno cura di lui e continueranno lo studio.

Ieri sera, quando l'ho accompagnato alla "stazione dei minivan" mi ha detto:
"Non preoccuparti, non ho rimpianti, anzi. Forse un giorno tornerò in città a cercare una vita migliore ma per ora la cosa più importante è imparare più possibile su Geova e battezzarmi come suo servitore".
Volevo condividere questa storia con voi, sperando che vi incoraggi come ha incoraggiato me.
Un salutone
Lorenzo
Ps. Oltre alla canna da zucchero da masticare ho scoperto anche che il frutto del Baobab è delizioso!
Per la gioia della maggior parte di noi, esiste anche un frutto alcolico! Si chiama Amarula o Frutto degli Elefanti perchè ne sono molti ghiotti e dopo una scorpacciata puntualmente crollano a terra ubriachi!!! Porterò a casa un paio di bottiglie del succo che ci fanno, sembra Bayliss...
   
 Ciaoooooooooooooooooooooooooooo



sabato 8 dicembre 2012

La storia di Sasha




Questo ragazzino è un nostro fratello di nome Sasha...

.... e questa è la sua storia



venerdì 7 dicembre 2012

"Abbiamo pensato di rimanere qui un altro mese"


Persone come noi... esperienza dall'Africa



"Rapinatore cambia vita grazie a Geova"






Articolo pubblicato sull'edizione cartacea della Gazzetta di Mantova domenica 28 Ottobre 2007 a pag.18
 



giovedì 6 dicembre 2012

"Alla ricerca di un mondo migliore"

(Ebrei 11:16) ...ora aspirano a un [luogo] migliore, cioè uno che appartiene al cielo...

originale (in tedesco)

traduzione (in italiano)



"I testimoni di Geova non sono graditi"


Ricevo e pubblico! 
Non c'è la fonte, ma ci sono esperienza simili nelle nostre riviste e non ho motivo di credere che sia inventata

Due Testimoni in Libano stavano predicando di casa in casa. 

Dopo aver bussato a una porta, si accorsero di un adesivo indicante che lì i Testimoni non erano graditi. 

Venne ad aprire un uomo. Le sorelle intavolarono con lui una conversazione, ed egli le invitò a entrare. Quando seppe che erano Testimoni, chiese se avevano letto l'adesivo sulla porta. 

Sì", replicarono, "ma solo dopo che avevamo bussato". 

Allora lui spiegò che la casa apparteneva ai suoi genitori, che non avevano simpatia per i testimoni di Geova. Lui invece desiderava saperne di più, ed era curioso soprattutto a causa degli adesivi, che erano comuni nella zona.

Le sorelle disposero di visitare l'uomo a casa sua. Fu iniziato uno studio biblico con lui e sua moglie, ed essi cominciarono ben presto ad assistere alle adunanze e a mettere in pratica i princìpi biblici. 

Oggi il marito dice che non aveva mai aperto prima una Bibbia, ma i Testimoni lo hanno aiutato sia a leggerla che a capirla.



mercoledì 17 ottobre 2012

"Camminiamo per fede, non per visione"

 (Salmo 145:10) 10 Tutte le tue opere ti loderanno, o Geova, E i tuoi leali ti benediranno.

Non ho la fonte esatta, posso solo dirmi che mi fido del fratello che mi ha mandato questa esperienza!

Domenica scorsa il fratello che ha pronunciato il discorso a Hackensack veniva dalla Betel, ha condiviso l'esperienza sull'asino che la Societa'  ha utilizzato nel video "Camminiamo per fede non per visione".
Per realizzare il video avevano bisogno di un asino, come avete visto nel video una delle due famiglie in fuga da Gerusalemme aveva gli effetti personali caricati su un asino. Beh, noleggiare un asino costa 1.000 dollari al giorno, incredibile. Pertanto uno dei beteliti della fattoria si e' ricordato che una delle sue visite ulteriori era un uomo che aveva un asino. Cosi' ha chiesto a quest'uomo se la filiale  avrebbe potuto prendere in prestito il suo asino per tutto il tempo che ci voleva per fare il video. L'uomo fu d'accordo.
Quindi i fratelli della fattoria della Betel sono andati a prelevare l'asino. I fratelli si sono presi cura dell'asino, lo nutrivano, giocavano con lui e gli davano un sacco di attenzioni. Quando arrivo' il momento per l'asino di essere riportato dal suo proprietario, non era piu' lo stesso asino di prima. Non poteva adattarsi alla vita a casa ed era diventato depresso.
Il proprietario ha chiamato la Betel e ha spiegato che l'asino era depresso perche' i fratelli si erano presi tanta cura di lui, che ora sentiva la loro mancanza.
Indovinate un po', ora i fratelli stanno facendo le visite ulteriori, non solo al proprietario dell'asino, ma anche all'asino che e' entusiasta ogni volta che li vede e non e' piu' depresso. Questo la dice lunga sulle opere creative di Geova!
 


Had to share this experience - it's true!!

Last Sunday the brother that gave our talk in Hackensack was from the Bethel, he shared the experience about the donkey that the society used in the video that was just released " Walk by faith not by sight".  In order to make the video they needed a donkey, as you saw in the video the family escaping out of Jerusalem had their stuff loaded onto a donkey. Well, to rent a donkey cost $1,000 a day, can you imagine?  Therefore, one of the Bethelites from the farm remembered that he had one of his return visits was to a man who had a donkey.  So he asked his return visit if the Society could borrow his donkey for however long it took to make the video. The return visit agreed. Consequently the brothers at the Bethel farm went and picked up the donkey. The brothers took excellent care of the donkey; they fed it, played with it and gave it lots of attention. When the time came for the donkey to be taken back to it's owner, it was not the same donkey when it got back home. It couldn't adjust to the life back home and became depressed. The owner, (the return visit), called the Bethel farm and explained how the donkey was depressed because the brothers had taken such good care of it, that it missed them. Guess what! The brothers are now making return visits, not only to the donkey's owner but also to the donkey who is excited every time he sees them and is no longer depressed.  Now that speaks volumes about Jehovah's creative works 






lunedì 30 luglio 2012

Uno di noi

L'esperienza di un nostro caro fratello oggi 81enne, in un articolo di giornale e con una sua poesia.


giovedì 26 luglio 2012

Uno come noi

Ricevo e volentieri pubblico!


Dal fango di questo mondo al servizio di Geova -  Esperienza di Giovanni.

Conferimento dei diplomi della 74° classe della Scuola di Addestramento tenuto ad Imola.

Tra i 22 diplomati, narrata l'esperienza di Giovanni, un fratello che sprizzava gioia da tutti i pori. Quando ha raccontato la sua esperienza , abbiamo capito perché era così felice.
Ma lasciate che sia lui stesso a raccontarci la sua storia …

Mi chiamo Giovanni,ho 43 anni e circa 10 anni fa conobbi la verità. In famiglia eravamo quattro fratelli, due maschi e due femmine. Io avevo 13 anni quando rimanemmo orfani di entrambi i nostri genitori. Raggiunta la maggiore età, decisi di andare a vivere per conto mio. Purtroppo non ci misi molto a mettermi nei guai. Mi ritrovai a frequentare persone che mi coinvolsero in un losco giro di truffe e bische clandestine. Io stesso divenni una persona disonesta, dedita all'immoralità, conducendo una vita dissoluta. Per mantenere i miei numerosi vizi e l'alto tenore di vita, cominciai anche a spacciare droga. Nel giro di pochi anni sperperai il patrimonio di famiglia, tra cui casa e terreni che avevo ereditato, arrivando al punto di indebitarmi fino al collo. Per far fronte all'ingente bisogno di denaro, mi rivolsi a degli usurai, che mi prestarono soldi, ovviamente ad interessi esorbitanti.

La mia vita era diventata un incubo. Desideravo uscire da quegli ambienti, ma ora mi ritrovavo in un vicolo cieco: senza soldi, indebitato, senza un lavoro, senza affetti e anche senza una casa. Infatti dormivo spesso in macchina e quando mi andava bene in qualche albergo.

Nel corso degli anni mentre sprofondavo sempre più nelle sabbie mobili di questo mondo, le mie due sorelle diventarono testimoni di Geova. Nonostante le facessi spesso soffrire, mi hanno sempre manifestato il loro affetto e il loro amorevole interesse. Ed è stato proprio grazie a questo amore che in uno dei momenti più drammatici della mia vita decisi di telefonare a mia sorella maggiore. Mentre le esprimevo i miei sentimenti di disperazione le chiesi: "Ma che senso ha la vita, vissuta in un mondo così sporco e malvagio?" Lei mi rassicurò e mi invitò ad andare a vivere a casa sua, offrendomi oltre a vitto e alloggio, l'aiuto di cui avevo tanto bisogno.

Iniziai a studiare la Bibbia con lei e finalmente trovai la risposta alle mie tante domande sul senso della vita. Pian piano i principi biblici che imparavo ripulivano la mia mente e il mio cuore, anche se risolvere i miei problemi sembrava un'impresa umanamente impossibile. Avevo assoluto bisogno dell'aiuto di Geova, aiuto che non si fece attendere!

Trovai lavoro come autista in una grande azienda di autotrasporti. Viaggiavo senza sosta in tutta Italia. Praticamente mangiavo, dormivo, e vivevo su un autoarticolato lungo 21 metri. Il problema era riuscire a frequentare le adunanze. Un bel giorno un anziano mi fece vedere l'opuscolo con l'elenco delle congregazioni in Italia con relativi orari delle adunanze. Ricordo che le prime volte lasciavo il camion presso gli autogrill, chiamavo un taxi e mi presentavo all'adunanza in jeans, maglietta e una Bibbia in mano.
I fratelli mi accoglievano sempre calorosamente e mi aiutavano a prendere contatto con i fratelli delle congregazioni che avrei trovato nelle tappe successive. Nell'arco di sette anni ho frequentato circa 60 diverse congregazioni e pur continuando a viaggiare non ho mai perso una sola adunanza. Oltre tutto spesso gli anziani delle varie congregazioni mi davano piccoli privilegi che apprezzavo moltissimo, come la possibilità di offrirmi volontario per qualche sostituzione alla Scuola di Ministero Teocratico.

Inoltre Geova mi aveva concesso un territorio davvero speciale: davo spesso testimonianza negli autogrill, nelle aree di sosta e con discrezione anche nelle aziende dove mi fermavo a caricare. Grazie all'aiuto e all'ospitalità dei fratelli sono riuscito infine a separarmi dagli ambienti malsani che avevano rovinato la mia vita, a pagare tutti i miei debiti, a trovarmi un alloggio e a condurre una vita dignitosa. Finalmente l'8 luglio 2000 mi sono battezzato!

Poco tempo dopo ho iniziato il servizio di pioniere regolare e dopo un anno sono stato nominato servitore di ministero. Nel frattempo ho trovato un lavoro part-time come rappresentante. Grazie a questo nuovo lavoro ho potuto dare testimonianza a titolari e dipendenti di varie aziende. Tra questi anche un operaio di 33 anni con cui ho iniziato e condotto uno studio biblico. Per me è stata davvero un'immensa gioia vederlo diventare un nostro fratello dopo due anni!

Devo dire che diversi sorveglianti viaggianti e altri fratelli mi hanno spesso incoraggiato a fare progresso perseguendo mete spirituali. Grazie al loro incoraggiamento ho avuto la gioia e il privilegio di frequentare recentemente la 74° classe della Scuola di Addestramento ad Imola.

Domenica 25 ottobre 2009 per me è stato un giorno davvero emozionante: al conferimento dei diplomi erano presenti anche le mie due care sorelle che mi hanno sempre amato, aiutato e incoraggiato a servire Geova. Ora che ho ricevuto la mia nuova assegnazione spero di poter a mia volta esprimere il mio profondo amore per Geova e per i fratelli.

Guardando nello specchietto retrovisore della mia vita, comprendo che a Geova piacciono le cose impossibili e che finché lo serviremo fedelmente potremo sempre far nostre le parole del Salmo 56:4 che dice: "Unito a Dio loderò la sua Parola, ho confidato in Dio non avrò timore, che mi può fare l'uomo?"





mercoledì 30 maggio 2012

L'importanza della preghiera

(1 Tessalonicesi 5:17) ...Pregate incessantemente...



Il valore della speranza

(Efesini 2:12) ...in quel particolare tempo eravate senza Cristo, esclusi dallo stato d’Israele ed estranei ai patti della promessa, e non avevate nessuna speranza ed eravate senza Dio nel mondo.



domenica 18 marzo 2012

Esperienza a Hong Kong

(Atti 17:17) ...Quindi ragionava nella sinagoga con i giudei e con le altre persone che adoravano [Dio] e ogni giorno nel luogo di mercato con quelli che vi si trovavano...

Bellissima esperienza a Hong Kong! Peccato che non ci siano le fonti.... comunque proviene da un fratello fidato.


mercoledì 7 dicembre 2011

Il cavallino


Un cavallino viveva nella stalla con la madre e non era mai uscito di casa, né si era mai allontanato dal suo fianco protettivo. 

Un giorno la madre gli disse: "E' ora che tu esca e che impari a fare piccole commissioni per me. Porta questo sacchetto di grano al mulino!" 

Con il sacco sulla groppa, contento di rendersi utile, il puledro si mise a galoppare verso il mulino. Ma dopo un po' incontrò sul suo cammino un fiume gonfio d'acqua che fluiva gorgogliando.

"Che cosa devo fare? Potrò attraversare?" Si fermò incerto sulla riva. Non sapeva a chi chiedere consiglio. Si guardò intorno e vide un vecchio bue che brucava lì accanto. Il cavallino si avvicinò e gli chiese:
"Signore, posso attraversare il fiume?"
"Certo, l'acqua non è profonda, mi arriva appena a ginocchio, vai tranquillo".

Il cavallino si mise a galoppare verso il fiume, ma quando stava proprio sulla riva in procinto di attraversare, uno scoiattolo gli si avvicinò saltellando e gli disse tutto agitato:
"Non passare, non passare! È pericoloso, rischi di annegare!"
"Ma il fiume è così profondo?" Chiese il cavallino confuso.
"Certo, un amico ieri è annegato" raccontò lo scoiattolo con voce mesta.

Il cavallino non sapeva più a chi credere e decise di tornare a casa per chiedere consiglio alla madre.

"Sono tornato perché l'acqua è molto profonda" disse imbarazzato "non posso attraversare il fiume".
"Sei sicuro? Io penso invece che l'acqua sia poco profonda"replicò la madre.
"E' quello che mi ha detto il vecchio bue, ma lo scoiattolo insiste nel dire che il fiume è pericoloso e che ieri è annegato un suo amico".
"Allora l'acqua è profonda o poco profonda? Prova a pensarci con la tua testa".
"Veramente non ci ho pensato".
"Figlio mio, non devi ascoltare i consigli senza riflettere con la tua testa. Puoi arrivarci da solo. Il bue è grande e grosso e pensa naturalmente che il fiume sia poco profondo, mentre lo scoiattolo è così piccolo che può annegare anche in una pozzanghera e pensa che sia molto profondo".

Dopo aver ascoltato le parole della madre, il cavallino si mise a galoppare verso il fiume sicuro di sé. Quando lo scoiattolo lo vide con le zampe ormai dentro il fiume gli gridò:

"Allora hai deciso di annegare?"
"Voglio provare ad attraversare".

E il cavallino scoprì che l'acqua del fiume non era né poco profonda come aveva detto il bue, né troppo profonda come aveva detto lo scoiattolo.

In base a cosa decideremo se e come attraversare i "fiumi" che incontriamo lungo il cammino? Possiamo davvero consigliare gli altri se o come attraversarli? Anche quando crediamo d'aver vissuto le stesse esperienze, in realtà ogni vissuto è a sè ed è per questo che Geova desidera che ci confrontiamo ed agiamo in relazione a noi stessi, a come siamo fatti e alle nostre forze, risorse e capacità, non in relazione a quelle altrui. 

Le esperienza degli altri, i loro consigli, ci possono tornare utili quando siamo in grado di saperle contestualizzare ma noi siamo unici ed unico sarà il nostro modo di decidere se attraversare oppure no certi fiumi.




giovedì 10 novembre 2011

Il pioniere e il padrone di casa

Un giovane pioniere di 22 anni suona alla porta, irritato il padrone di casa gli chiede di aspettare. Torna in casa prende un arma e spara al fratello. Il fratello muore.

Durante il processo, l’uomo rivela che odia i Testimoni di Geova e che aveva avvertito di non passare a suonare alla sua porta. L’uomo viene trovato colpevole e condannato alla prigione.

Qualche anno più tardi l’uomo viene liberato. I fratelli della congregazione vengono avvertiti di non passare a predicare in quella casa, ma un fratello in particolare in quella congregazione esprime il desiderio di tornarci, dicendo che l’uomo ha passato del tempo nella prigione e che forse è cambiato.

Il fratello suona alla porta di questa persona. L’uomo aprendo rimane sorpreso di vedere un Testimone di Geova e gli domanda se sa che era stato lui ad ucciderne uno anni prima. Il fratello risponde che conosce la storia e questo sorprende ancora di più l'uomo, tanto che lo invita ad entrare. Da lì a poco il fratello inizia uno studio biblico.

I mesi passano e la verità diviene evidente per quest’uomo. Capisce che esiste un Dio capace di perdonare i peccati più grandi. I suoi progressi spirituali sono evidenti, ma all’invito di frequentare una Sala del regno, l’uomo rifiuta e dice che non riuscirà mai a entrare in una sala sapendo che ci sono i parenti di quel ragazzo che non lo possono perdonare.

Il fratello cerca di fargli capire che non è necessario il perdono dei parenti. Geova lo ha già perdonato, perché non tiene conto degli errori fatti prima di conoscere la verità. Malgrado tutto l’uomo non riesce a venire in sala. Insiste che ha bisogno del perdono del padre del ragazzo, altrimenti non potrebbe mai entrare in sala.

Il fratello gli domanda: "Hai veramente bisogno del perdono del padre di quel ragazzo?" L’uomo risponde affermativamente. Il fratello gli dice: “Considerati perdonato! Perché sono io il padre di quel ragazzo che tu hai ucciso!”

Oggi i due servono nella stessa congregazione e aspettano insieme il giorno in cui Geova farà risorgere quel giovane pioniere nella risurrezione.

martedì 8 novembre 2011

Esperienza in Brasile

Ricevo e pubblico, senza cambiare una sola parola!

 Experiência relatada na Assembléia de Circuito de Forth Worth - Texas
Salão de Assembléias em Mairiporã-SP, Brasil

O irmão orador estava entrevistando 4 pessoas. Uma irmã idosa e 3 irmãos congregacionais.

Ele perguntou a irmã se ela sentia felicidade no serviço de pioneira (ela já é pioneira regular há 21 anos).

Ela respondeu que sim, mas que também sentia uma espécie de tristeza.

O filho mais velho dela tinha ido embora de casa sem aceitar a verdade, mas os outros filhos aceitaram.

Então, o irmão perguntou se ela poderia contar uma experiência do serviço, que a tivesse trazido grande alegria.

Ela contou que tinha ido fazer uma revisita com uma senhora e encontrou o marido dela, então, ofereceu-lhe um estudo. Ele aceitou prontamente.

Ela apontou para o irmão ao lado dela no palco e disse:
- Este é ele, irmão 'fulano'. Hoje em dia ele é ancião e pioneiro.

O orador perguntou mais algumas coisas para este irmão sobre suas experiências, e perguntou se ele encontrou felicidade no serviço de pioneiro.

- Sim, ele respondeu. Eu fiz estudo (apontando para o outro irmão que estava ao seu lado) com o irmão 'fulano de tal', ele se batizou, agora é nosso irmão.

Então, o próximo irmão conta sua história:
Ele era católico, mas seu patrão (o irmão anterior) entrou no serviço de pioneiro e precisava dirigir estudos bíblicos, então ele pensou que poderia ajudar o patrão e ser um dos seus estudantes.

É lógico que ele acabou entrando para a verdade!
Orador perguntou se ele sentia felicidade no ministério.

-'Sim'. E apontando para o último irmão no palco disse que tinha dirigido um estudo para com este irmão e ele entrou para a verdade.

O próximo irmão foi entrevistado. - Ele contou que estava tentando explicar para um colega de trabalho que não existe um 'inferno de fogo' (ele conhecia vagamente o assunto porque alguns da sua família eram da verdade) mas, ele não sabia como mostrar para esse colega na Bíblia e decidiu que ele precisava de um estudo bíblico.

Logo depois disso, o irmão ofereceu um estudo para ele.

Ele aceitou e aprendeu a verdade! Então o orador volta para a primeira irmã que entrevistou e, mesmo sabendo que ela sentia alguma espécie de tristeza, ele perguntou-a se alguma dessas experiências que contaram tinha trazido alguma alegria especial.

-'Sim', ela respondeu. E começou a caminhar em direção ao último irmão entrevistado. 'Este é meu filho que quase foi embora!'

E todos começaram a chorar quando ela chegou perto do filho e o abraçou.
Não é necessário dizer que não tinha sequer um 'olho seco' na platéia.    Até mesmo o orador estava chorando.    É difícil não chorar até mesmo escrevendo a experiência.

De pensar que o filho dela veio à verdade por causa de um estudante que ela trouxe para a verdade e que esse estudante começara uma
'Linha de conexão' que finalmente chegaria ao filho dela!
 
 
Traduzione

L'esperienza raccontata all' Assemblea di circoscrizione di Fort Worth - Texas
Sala Assemblea di Mairiporã-SP, Brasile

Fratello oratore stava intervistando quattro persone. Una sorella d'età e tre fratelli di congregazione. Ha chiesto alla sorella se si sentiva felice nel servizio di un pioniere (lei è una pioniera regolare da 21 anni). Ha detto sì, ma anche provato una certa di tristezza. Il suo figlio maggiore aveva lasciato a casa senza accettare la verità, ma gli altri figli l'avevano accettata.
Poi il fratello ha chiesto se poteva raccontare una esperienza di servizio, che gli aveva dato grande gioia. Ha detto che era andata a una rivisitare una signora e ha trovato suo marito, poi gli ha offerto uno studio. Ha prontamente accettato. E Indicò il fratello accanto a lei sul palco e disse: - Questo fratello è lui; Oggi è un anziano e pioniere.
L'oratore ha chiesto un paio di cose a questo fratello sulla  sua esperienza, e gli chiese se aveva provato qualche gioia nel servizio di pioniere. - Sì, ha detto. Ho fatto di studio (indicando l'altro fratello che era al suo fianco) con il fratello qui a fianco, che fu battezzato, ora è nostro fratello.
Poi il fratello accanto racconta la sua storia: era cattolico, ma il suo capo (il fratello precedente) è entrato nel servizio di pioniere e aveva bisogno di iniziare studi biblici, così pensò di poter aiutare il capo diventando uno dei suoi studenti. Naturalmente ha finito per accettare la verità!
L'oratore ha chiesto se aveva provato qualche gioia nel ministero. - E indicando l'ultimo fratello sul palco, ha detto che aveva condotto lo studio a questo fratello e lui è venuto alla verità.
Il fratello successivo è stato intervistato. - Ha detto che stava cercando di spiegare a un collega che non esiste l'inferno di fuoco' (egli vagamente lo sapeva perché alcuni della sua famiglia erano nella verità), ma non sapeva come mostrarlo a questo tizio nella Bibbia e ha deciso che aveva bisogno di un studio della Bibbia. Poco dopo, il fratello intervistato prima, gli ha offerto uno studio. E ha accettato e imparato la verità!
Poi l'oratore ritorna alla sorella intervistata prima, ricordando che aveva provato una sorta di tristezza, Gli chiese se qualcuna delle esperienze raccontate  gli aveva portato una gioia speciale. – "Sì", ha risposto. Ha iniziato a camminare verso ultimo fratello intervistato.
 Questo è mio figlio che era quasi andato via! E tutti si misero a piangere quando lei si avvicinò al figlio e lo abbracciò. Inutile dire che non c'era nemmeno un occhio secco, tra il pubblico. Anche l'oratore stava piangendo. È difficile non piangere scrivendo anche l'esperienza.
E pensare che suo figlio è venuto alla verità a causa di uno studente che lei ha portata alla verità e quello studente aveva iniziato una 'Linea di collegamento' che finalmente arriverebbe a suo figlio!
 


              

martedì 1 novembre 2011

Dal Canada - 2

Questa esperienza è apparentemente giunta a me dal Canada e fa il paio con questa: http://scrignodeitesori.blogspot.com/2010/12/dal-canada.html

La pubblico con l'avvertimento che non mi è stato possibile verificarla

Testimonianza da un cane
Bella esperienza raccontata dal sorvegliante Andre Ramseyer

"In Inghilterra, uno dei nostri fratelli non vedenti si faceva aiutare dai un cane (per i non vedenti) che fedelmente lo guidava presso la sala del regno per le adunanze ogni settimana. Per il cane era diventata una routine uscire con il nostro fratello tutti i martedì, giovedi e domenica e accompagnarlo presso la Sala del Regno.

Quando il fratello morì, il cane fu dato ad un altro cieco, che non era testimone di Geova. Il cane però sbalordiva l'uomo: ogni martedì, giovedi e domenica insisteva con il non vedente incoraggiandolo ad alzarsi dalla sedia di casa e uscire.

Infine, un giorno il proprietario decise di ubbidire...quindi si lasciò guidare dal cane e senza sapere dove andare si trovò in una Sala del Regno e addirittura il cane lo portò ad una sedia. L'uomo non sapeva dove era, ma potè godere la calorosa accoglienza che ricevette da tutti. Così decise di rimanere con i Testimoni a conoscere il proposito di Geova.

Questa esperienza dimostra come Geova può anche usare animali della sua meravigliosa creazione per portare qualcuno alla Verità ... ma ci dimostra anche che, se perfino un cane sa dove andare martedì, giovedi e domenica, non dovremmo apprezzare l'importanza di frequentare le nostre adunanze?



mercoledì 28 settembre 2011

La fratellanza mondiale III

Esperienza letta alla famiglia Betel lo scorso aprile