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2007-2015: Scrigno dei Tesori anno 9 !

Cari amici, arrivati all'anno 10... sentiamo il bisogno di una pausa. La promessa è stata mantenuta ("Almeno un post al giorno") ed ora c'è il meritato riposo.

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domenica 12 agosto 2007

Ancora sui cellulari

Una specie di rivincita se vi rubano il vostro telefonino: per ottenere il numero di serie del vostro telefono battete i tasti

*#06#.

Immediatamente, senza nemmeno confermare con il tasto di chiamata, un codice a 15 cifre apparirà sullo schermo. E' distinto dal numero di telefono e non cambia quando si cambia tessera SIM. In gergo tecnico, questo numero si chiama IMEI. Talvolta viene scritto (proprio dal negoziante) nel contratto di acquisto quando acquistate un cellulare insieme alla scheda SIM. Generalmente è comunque scritto nel vano batterie del cellulare e spesso è riportato anche sull'imballo del telefonino.

Se vi viene rubato il cellulare, potete in effetti indicare questo IMEI nella denuncia alle autorità di polizia, che lo segnaleranno agli operatori telefonici. Queste segnalazioni vengono raccolte in una cosiddetta blacklist ("lista nera"), che praticamente è un grande elenco di IMEI di telefonini rubati.

L'IMEI viene comunicato automaticamente da ogni cellulare GSM ogni volta che si collega alla rete per fare o ricevere una chiamata. Di conseguenza, gli operatori cellulari dispongono di un sistema molto semplice per rendere inservibili i telefonini rubati: consultare automaticamente la blacklist prima di consentire a un telefonino di accedere alla propria rete. Se l'IMEI del cellulare è presente nella blacklist, la connessione viene rifiutata.

Sulla carta questo è un ottimo deterrente: è inutile rubare un cellulare se poi non lo si può usare (se non come fermacarte). In pratica, però, le cose stanno ben diversamente.

Innanzi tutto, solo alcuni operatori usano la blacklist: gli altri non fanno alcun controllo sull'IMEI dei cellulari che usano la loro rete telefonica. Inoltre gli operatori raramente condividono le proprie blacklist, per cui un cellulare che viene rifiutato su una rete potrebbe benissimo essere accettato in un'altra, specialmente in un altro paese.

Per esempio, i quattro operatori GSM italiani (Omnitel, TIM, Blu, Wind) condividono le blacklist soltanto da gennaio 2002 (http://www.mytech.it/mytech/cellulari/art006010037302.jsp), ma questa condivisione tuttora non si estende ad altri operatori esteri. In altre parole, se vi rubano il cellulare e tentano di usarlo in Italia, non ci riusciranno; ma se lo portano in Cina o in Francia è assai probabile che riescano ad usarlo.

C'è di peggio. L'IMEI è modificabile. Basta una rapida ricerca su Internet per trovare ogni sorta di risorse per alterare questo numero di serie e ridare così la verginità all'apparecchio rubato. Fra l'altro, procurarsi un IMEI "pulito" è molto semplice: basta usarne uno di un altro cellulare non rubato. Infatti sorprendentemente l'IMEI non è univoco (possono cioè esistere due o più telefonini con lo stesso identificativo), contrariamente a quanto si ritiene normalmente. Gli operatori inglesi BT Cellnet e Vodafone, ad esempio, dichiarano che circa il 10% degli IMEI che circola sulle loro reti è costituito da doppioni (http://www.guardian.co.uk/mobile/article/0,2763,643752,00.html). Nokia dichiara che è "molto difficile" alterare gli IMEI dei propri apparecchi (ma si guarda bene dal dire che è impossibile) e che gli IMEI duplicati sono "rari" (ma esistono). Sony Ericsson dichiara che i suoi cellulari non hanno mai IMEI identici.

Comunque... segnalare la cosa non guasta mai!



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